cinema Eden
IL PRIMO CINEMA IN CENTRO A BOLZANO
CENTRALE, ASTRA, BOCCACCIO, CORSO, COSTELLAZIONE, ROMA,
COLUMBIA, VITTORIA, AUGUSTEO, DRUSO, CONCORDIA
Uno dopo l'altro i gestori delle sale cinematografiche bolzanine si sono arresi al cambiare dei tempi. Anche il cinema Eden, originariamente aperto in via Portici 30 e trasferito in via Leonardo da Vinci nel 1913, termina oggi la sua attività, e con esso sparisce l'ultimo "cinema di una volta" di Bolzano.
Nonostante l'impegno e la passione di una famiglia che da due generazioni si occupa di cinema e gli sforzi profusi al fine di rimanere competitivi in un mercato in cui per i piccoli non c'è più posto, la concorrenza generata in seguito all'apertura della nuova multisala e l'impossibilità di ottenere un qualsiasi tipo di sostegno economico dalla Provincia di Bolzano in quanto attività commerciale, hanno contribuito a rendere la situazione economicamente insostenibile, portandoci a prendere questa decisione. Anche una possibile trasformazione in cinema d'essay fondando un'associazione culturale non si è potuta concretizzare a causa della indisponibilità di fondi statali o provinciali. Inoltre, il consistente miglioramento della qualità delle proiezioni, ottenuto grazie al noleggio di un proiettore digitale, e la proposta di contenuti alternativi quali l'opera in diretta satellitare non hanno portato i risultati sperati.
La chiusura di questa sala è più della semplice cessazione di un'attività commerciale. Rappresenta la sconfitta delle piccole realtà locali, non più in grado di competere con i giganti che possono contare su una base economica molto più solida. Rappresenta la sconfitta delle persone che amano fare il proprio lavoro di fronte alle impietose leggi del mercato. Rappresenta la fine di una concezione del cinema ormai tramontata e nascosta dietro al "fragore" delle multisale.
Ed è giusto così, in fondo il cinema è nato come sensazionale innovazione capace di proiettare delle "immagini in movimento", ha proseguito la propria crescita sostituendosi ai giornali e diventando vero e proprio mezzo d'informazione e propagandistico durante gli anni di guerra e quando ancora le televisioni non erano apparecchi comuni nelle case della popolazione. Oggi il cinema, di fronte alla necessità di continuare ad offrire qualcosa in più rispetto all'intrattenimento consumer, propone film "tridimensionali" e una qualità d'immagine molto alta grazie ai proiettori digitali. Ed è proprio il passaggio al digitale ad assumere particolare importanza simbolica in questo panorama di cambiamento e rinnovamento dell'industria cinematografica. La pellicola 35 mm è rimasta pressoché invariata da quando venne scelta come standard nel 1909: è cambiato il formato delle immagini, qualità e quantità delle tracce sonore, e, cambiamento importantissimo, le pellicole sono state rese non infiammabili con l'adozione del triacetato di cellulosa negli anni 50, rimpiazzato poi dal poliestere negli anni 90. Ma la sostanza è rimasta la stessa, così come il principio di funzionamento dei proiettori è rimasto invariato. Se da un lato i proiettori digitali migliorano la qualità dell'immagine, dall'altro stravolgono ciò che il cinema è stato fino ad ora, rendendo praticamente inutile la figura del proiezionista. Niente più film da montare, niente più giunte tra le pizze che compongono un film, niente "bruciature di sigaretta" in alto a destra per avvertire il proiezionista dell'imminente fine di una pizza e della necessità di avviare il secondo proiettore, quando ancora si facevano i cambi tra un proiettore e l'altro durante i film. Ora è sufficiente trasferire il film su un server da un disco rigido e premere il tasto play, se non addirittura programmare l'orario di inizio e lasciare che tutto proceda in automatico.
Io mi chiedo come sia possibile uccidere una cosa così bella e romantica come il cinema di una volta. Come sia possibile che la gente gli volti le spalle in questo modo? L'industria del cinema sta attraversando un processo di ammodernamento mai visto prima, ammodernamento che purtroppo viene dato per scontato o che addirittura passa inosservato ai più. Io ci metto la mano sul fuoco che se si chiedesse agli spettatori se il film che hanno guardato è stato proiettato in pellicola o in digitale, la maggior parte di loro non avrà la più pallida idea di quale sia la risposta. Qui stiamo lasciando morire una realtà che è da salvare, stiamo lasciando morire una delle cose più belle e appassionanti in nome di una modernità sempre più vuota e orientata al profitto economico. Sarò anche eccessivamente malinconico ma questo, credetemi, è il momento di esserlo.
Un ringraziamento va ai nostri clienti, abituali ed occasionali, che ci sono stati vicini in questi anni di cinema, in particolar modo a coloro che hanno continuato a frequentare la nostra sala in questo ultimo periodo di difficoltà.
Il cinema «puro» come tutte le purità è distruttivo. Il cinema sta nel suo nascere come spettacolo, nel dover rispondere a una necessità: essere popolare. Esso vive in quanto c'è un milione d'occhi che guardano.
Massimo Bontempelli
Concludo citando un articolo.
La globalizzazione non solo fa risparmiare iI consumatore, ma accorcia le distanze e nullifica le stagioni, così che oggi possiamo mangiare fragole e arance tutto l'anno! Di fronte ad un tale potere, cosa rimane delle culture tradizionali? Di quando per mangiare le arance si aspettava Natale e per le fragole si aspettava l'estate, del cinema di diversi colori, con diverse poltrone, di diverse misure? Del negozio dietro l'angolo che non sempre aveva il vestito del colore che volevamo ma che il vestito che aveva era sicuro diverso? La cultura è fatta di queste cose, di sapori e luoghi diversi. Salvare la diversità e l'identità che rendono speciale il nostro Paese è un dovere.
Massimo Dal Maso
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| Petra | Un bellissimo articolo dove risulta evidente l'amore per la Professione. |
| Beppe | Credo che il cinema di una volta sia stato ucciso da un bel po, basta guardare il titolo con i nomi di tutti i cinema che c'erano a Bolzano. La chiusura dell'Eden è, purtroppo, l'ultimo atto di un mondo che non ci sarà più e che rimarrà nei nostri ricordi. |
| Andrea | Grazie Massimo, per averci fatti crescere con la Vostra presenza, sempre ed in ogni occasione, con l'attenzione allo spettatore e la gioia di trasmettere emozioni sempre nuove.
Spero non sia un addio, ma solo un arrivederci |
| Monica | Posso solo ringraziare di avere un'età che sebbene giovane, mi permetta di portarmi dentri i ricordo sbiaditi, ma bellissimi, di un tempo lontano in cui il piccolo esercente, che quasi ti riconosceva e ti salutava con una confortante famigliarità era l'unica realtà conosciuta e questi mostri moderni fatti di uniformità e profitto non si potevano nemmeno immaginare.
Ho trascorso tanti bei momenti in compagnia di genitori, amici, fidanzati al cinema Eden, che era da sempre un punto di riferimento, una costante, così come lo erano le sue scomode poltroncine ;-) Massima stima per il coraggio con qui ha resistito questi ultimi anni. E grazie per aver fatto parte di una Bolzano che sta scomparendo e il cui ricordo mi porto dentro con affetto. |
| M. | mi dispiace moltissimo ! ho abitato a Bolzano per un paio di anni e ho visto molti film in questo cinema e anche sovente nei miei passaggi in città mi capitava spesso di godermi la visione di un film nella vostra sala.Grazie per tutto quello che avete fatto in questi anni! |
| Paolo dfetto@hotmail.com | Un vero peccato. l'eden è stato parte della mia storia, ci sono cresciuto con questo cinema come con il concordia e il vecchio capitol. Ho visto film indimenticabili qua dentro. Il cineplexx è proprio un mcdonald del cinema, con tanto di tristissimo (e scazzatissimo) personale zombie in divisa che ti saluta a malapena e...prezzi altissimi. piuttosto di vedere un film in quella pagliacciata di luna park sarebbe meglio, potendo, fare 50 km di viaggio fino a trento, per vedersi lo stesso film in un cinema vero, dove magari alla fine di un bel film il pubblico applaude ancora. |
| Marco | Ho 25 anni e l'Eden è stato per me un pezzetto di gioventù, non un protagonista, ma un particolare da non svalutare, che ricorderò sempre con piacere. Un pezzo di Storia che va, una sconfitta aspettata ma ora più che mai triste nella sua concretizzazione. Un vuoto che si farà sentire per quelli che come me preferiscono un bel ristorante al fast food, e l'Eden era la trattoria dei cinema: un ambiente accogliente, ordinato e tipico dove gustare i prodotti offerti lontani dalla caoticità fredda e pungente delle grandi sale. Grazie al cinema Eden e ai suoi gestori per il servizio offerto fino ad oggi. Non vi dimenticheremo facilmente. |
| Ferruccio Cumer ferruccio@cumer.it | Un saluto, un ringraziamento e molte, sincere scuse per non aver potuto fare qualcosa di più per salvare il Cinema Eden.
Ferruccio Cumer |
| eva budapest12002@yahoo.it | Provincia non ha voluto salvare la cinema perche italiano, Capitol riceve tanti soldi, bastava un po meno ! midispiace !
tutta la mia gioventu amore con marito ero spesso a Eden. amavo ! midispiace tanto. ma chi andare a Zona per quel cinema multisala, e tedesco allora proteggono. che schifo. coraggio ! |
| signora | miscuso, che non ho potuto salvare questa magnifica cinema.
non sapevo, bastava dare 2 euro al mese tutti bolzanini. maledetti della provincia, io so che colpa della politica. |
| Lino Palmisano assurbanipal23@hotmail.it | Carissimo Massimo, un grande dispiacere per me non ritrovare l'amico ,sempre sorridente, con il quale scambiare le impressioni a caldo sulle proiezioni. I miei studenti scherzavano quando dicevo:
....il lunedì è dedicato al cinema....naturalmente l'EDEN.. Li ricordo tutti i cinema di Bolzano, il Cristallo, l'Astra , Il Boccaccio, Il Corso, il Druso, anche il Vittoria di Oltrisarco..l' Eden ancora mi faceva sognare, sempre sulla stessa poltrona....bellissimo! Ricordo la gioia di una studentessa nel grande AVATAR. Forse potevi avvisarci della chiusura, sicuramente avremo fatto una mobilitazione spontanea, avremo raccolto firme, ti avremo ringraziato per la tua competenza, comunque spero che i nostri rappresentanti politici sappiano cogliere questo grido di rabbia, tutti i nodi vengono al pettine, alle prossime votazioni non ci dimenticheremo. Il tuo articolo è bellissimo, un testo da studiare... Spero che le nostre voci siano ascoltate, grazie ancora Massimo con affetto LINO PALMISANO il prof di bianco vestito! |
| armando | A parte il Centrale e il Vittoria tutte le altre sale sono dei bellissimi ricordi ed emozioni di quando ero bambino prima e ragazzo poi.
Grazie. |
| Andreas Perugini andreas@cineforum.bz.it | La chiusura del cinema Eden era nell'aria da tempo. La concorrenza del Capitol/Filmclub prima e del Cineplexx poi è stata durissima e collocata in un periodo di crisi economica generale e di crisi specifica del settore cinematografico.
L'assessore alla cultura italiana Tommasini ai giornali ha dichiarato che l'Assessorato non può intervenire poiché già finanzia il Cineforum che opera da 50anni. A parte che quest'anno gli anni sono sessanta (infatti l'associazione è nata nel 1952), in molti ci hanno contattato per farci notare che il messaggio che è passato è più o meno: "finanziamo il Cineforum, non c'è spazio per una seconda associazione". A questo punto bisogna però ricordare che i finanziamenti al Cineforum ed al settore cinematografico sono sempre stati piuttosto modesti rispetto ad altri e che recentemente abbiamo subito decurtazioni del 20% sull'attività ordinaria e di .ca il 50% su quella dei festival. Inoltre è ancora più importante precisare che negli ultimi 20anni abbiamo presentato più progetti proprio di collaborazione con l'Eden sottolineando quando la situazione da sempre precaria del Cineforum e la salvezza dell'Eden potessero passare attraverso una stessa soluzione. L'Assessorato ha sempre mostrato concreto disinteresse per queste proposte e per il settore cinematografico in generale. D'altre parte il Centro Trevi/Centro Audiovisivi nato proprio nei locali dell'ex Cinema Roma non ospita, come sarebbe ovvio aspettarsi, alcuna saletta proiezioni degna di questo nome e negli ultimi 10 anni tutte le trattative relative alle potenziali sinergie fra Cineforum e Filmclub si sono consumate nell'assenza della parte istituzionale poiché l'Assessorato o è intervenuto assai blandamente, o se ne è completamente disinteressato. Da oltre 2 anni stiamo ancora aspettando il famoso incontro promesso dall'Assessore. La proliferazione degli schermi cinematografici commerciali non garantisce affatto cultura cinematografica. Questa è decisamente un'altra cosa. Non sappiamo se l'Assessorato ne sia consapevole o meno, sappiamo però che non è interessato all'argomento. La città si sta trasformando in un sito alieno alla piccola imprenditoria e alla cultura diffusa sul territorio ma sempre più a dimensione di catene commerciali in franchising e di grandi eventi mondani o dispendiose grandi istituzioni: un modello "globalizzato", insomma. Ora con la chiusura del cinema Eden poco ci stupirebbe l'apertura al suo posto dell'ennesima famigerata sala giochi d'azzardo così come incredibilmente è stato lasciato accadere con il Circolo Masetti di via Resia. Così oggi, la politica e le istituzioni che dovrebbero pianificare, coordinare e ricercare soluzioni invece che contrastare i fenomeni di depauperamento economico/culturale del territorio li assecondano. Se le istituzioni latitano è però dovere degli operatori culturali prendere posizione. Approfittiamo quindi, ancora una volta, per proporre che il Cinema Eden diventi la sala di riferimento per le iniziative culturali dell'Assessorato e delle associazioni cinematografiche essendo la sala ubicata di fronte all'università, in pieno centro e a poche centinaia di metri dal Centro Trevi. Andreas Perugini Cineforum Bolzano KINOPOLITIK. Mastro Titta Passa Ponte http://www.youtube.com/watch?v=1MSaWN2r7dU |
| Valeria | bellissime parole, mi sono commossa. L'Eden rimarrà, per tutti quelli che l'hanno vissuto, come un piccolo scrigno che custodisce tanti bei ricordi.
GRAZIE! |
| Pasquale, Evelyn e Natalie jakal1704@gmail.com | Sono disposto a mettermi in campo a rimettere in piedi una parte dell' Eden che appartiene a me. Credo Massimo di non essere il solo e questi del forum spero che siano degli alleati. Mi riservo nell' esprimere la mia amarezza, e ti invito di rendere pubblico se con il sostegno degli amatori Dell Eden possa esserci la chiave per l' apertura di una nuova porta.....Pascal1704, Evelyn e Natalie
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| s.s. | Con la chiusura della sala, chiaramente viene a mancare un luogo storico ,l'idea di un network per un cinema a gestione Italiana con quest'ultimo che pur mantenendo le attuali proiezioni potesse orientarsi verso contenuti più elevati con la collaborazione del Cineforum che già possiede le qualità citate, ed opera da decenni nel palinsesto locale con successo,ma che ha chiaramente limiti di spazio in sala ,con l'aggiunta in questi locali
di programmazioni in lingua Tedesca da portare in altri luoghi della provincia (come per altro lo metta già in atto il Cineclub di via Dr.Streiter proiettando in due lingue) potendo cosi accedere ai più cospicui contributi provinciali spettanti, può essere un'idea per salvaguardare la cultura cinematografica in lingua Italiana ,ci dimentichiamo che pure il FilmClub sarà sempre più indirizzato alla programmazione Tedesca che chiaramente prevede fondi aggiuntivi migliori di quella Italiana in base alla Legge Provinciale vigente,con l'aggravante di un direttivo di madre Lingua Tedesca orientato ad ambienti provinciali che esimano dalla Ripartizione del Dott.Tommasini ,che quindi per la residua proiezione italiana potrebbero premere verso contenuti di loro gradimento culturale censurandone altri,esaminando la panoramica salta subito all'occhio la desolante mancanza di incisività della politica di lingua italiana di entrambi gli schieramenti ,queste chiaramente sono le normali conseguenze. |
| Monica | E' un vero peccato! Era il mio cinema preferito. Bello, piccolo, confortevole, comodo anche come posizione in pieno centro: ho visto tanti bei film, tanti bei ricordi. |
| Nicola nikobeguevara@gmail.com | E' davvero triste vedere come tutto viene quantificato nel mero denaro. Ho sempre apprezzato il cinema Eden, e averlo lì a due passi era bellissimo. Uscivo e potevo entrare nel mondo del cinema in meno di 10 passi da casa mia. In cuor mio spero che le cose possano cambiare, per tornare nel "nostro" cinema confortevole. Buona fortuna
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| eleonora | Un dispiacere immenso era nel centro di Bolzano, vicino la fermata del bus,a volte mi capitava di venire anche da sola ed era piacevole due quasi di relax peccato
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| Alessia | La globalizzazione uccide tutto, ma non i ricordi. Quelli rimangono in eterno. Possibile pero' che non si possa fare niente? Non possiamo privarci di questo cinema. Appartiene a tutti noi. Dai facciamo qualcosa. |
| Giancarlo Ansaloni | Se il grande lamento levatosi attorno alla chiusura del Cinema Eden nel mondo politico cittadino, si fosse trasformato in lacrime sincere, a quest’ora le poltrone desolatamente vuote della storica sala dovrebbero essere inzuppate di soluzione fisiologica versata dai consiglieri e soprattutto dagli assessori alla cultura di Comune e Provincia. Invece sono bastati tre giorni di sceneggiata tipicamente italica, fra crisi di pianto greco, “se” e “ma”, scuse e pretesti di varia natura, per consentire a chi avrebbe dovuto manifestare un minimo di impegno, di affossare rapidamente una seccante invocazione pubblica salita dal basso (per salvare una sala e soprattutto per un cinema libero dalla schiavitù dei grandi circuiti commerciali). Un compito ritenuto evidentemente poco remunerativo sul piano dell’immagine e del consenso elettorale.
Eppure sarebbero bastate poche parole, non già di rassegnato fatalismo, ma di impegno per cominciare almeno a raccogliere attorno a un tavolo amministratori, appassionati ed esperti della “settima arte” per tenere aperto il dibattito e studiare ipotesi di soluzioni non necessariamente legate all’aspetto meramente economico-commerciale. Invece è accaduto proprio il contrario: per troncare il dibattito è bastato spostare il discorso sulla scarsità di “vil danaro” per annacquare velleità e spegnere speranze. Fra i protagonisti spicca lo sconcertante “sganciamento” dell’assessore provinciale alla cultura Christian Tommasini, dal quale come massima autorità “italiana”, ci si poteva aspettare almeno un cenno di impegno. Macché, la reazione , stando alle cronache, è stata invece talmente banale e disarmante da lasciare addirittura allibiti. L’assessore infatti, originario di Laives, quindi già carente di affetti verso Bolzano, non si è limitato a ricordare come sia in effetti complicato finanziare una struttura privata, ma non ha trovato di meglio, se non tirare in ballo il Cineforum:”Noi come cultura italiana finanziamo già questa associazione –avrebbe detto – e un’altra proprio non ci stava”. Caspita, viene da chiedersi! Ma se il Cineforum arriva a prosciugare tutte le risorse “filmiche” evidentemente dispone di mezzi tali da sostenere, se non un Festival di Venezia, quanto meno di una rassegna di film della montagna. Così, navigando in internet si cerca una verifica, ma con esito parziale. Dall’elenco delle associazioni beneficiarie messo in rete dal Comune (elogio alla trasparenza) si desume che nel 2011 il Cineforum ha ottenuto 3 mila euro per l’attività ordinaria e 800 euro per acquisto di attrezzature. E la Provincia? Navigando in questa direzione invece si finisce inevitabilmente sugli scogli: il suo sito dedicato al cinema si limita a istruzioni circa la modulistica per i finanziamenti , ma rivelazioni sui contributi, zero. Ma si sa, l’amministrazione provinciale , (salvo imperizia dei “navigatori”), non brilla in fatto di trasparenza e per saperne qualcosa si deve affrontare il labirinto della burocrazia. Sta di fatto che nell’ambito di un “botta e risposta” su facebook fra l’ex presidente del Cineforum Cumer e l’attuale Andreas Perugini, quest’ultimo, da agnello sacrificale prescelto, ma alquanto irritato, replica indirettamente all’assessore, sostenendo che “i contributi al settore sono sempre stati alquanto modesti rispetto ad altri e che “recentemente abbiamo subito una decurtazione del 20% sull’attività ordinaria e di circa il 50% su quella del festival”. Aggiunge inoltre che da 20 anni si tentava con progetti, di collaborare con l’ Eden, sottolineando che “la situazione sempre precaria del Cineforum e la salvezza dell’Eden potevano passare attraverso una stessa soluzione. Ma l’Assessorato ha sempre mostrato concreto disinteresse”,, nonostante il centro Trevi/Audiovisivi ad esempio, non sia dotato neppure di una degna saletta per proiezioni”. Quanto alle trattative decennali per potenziali sinergie, esse sono passate nel totale disinteresse delle istituzioni, poiché l’assessorato ha manifestato “da tiepido fino a totale disinteresse”. Per cui, a fine dibattito, Perugini conclude sconsolato: “1)assessorato assente; 2) decisioni in mano alla volontà del Filmclub”. Sul fatto che anche l’assessore Tommasini non si spenda molto per la trasparenza, fra gli addetti ai lavori circolano maliziose ipotesi: per esempio che con i soldi del logo, un rettangolo rosso da 25-30 mila euro (cifra peraltro “ridimensionata” dall’interessato), con tre magiche parole: Casa, Scuola Cultura, avrebbe potuto finanziare almeno metà di un proiettore digitale; inoltre che la riservatezza punterebbe a stendere un velo sui costi sostenuti, sia per la diffusione del marchio (tentata perfino con la carta intestata della Provinciale), sia per la promozione delle “sue” manifestazioni culturali e, di riflesso, anche della propria immagine, perfino con trasmissioni su tv private presentate col magico quadratino rosso, il quale viaggerebbe anche sui treni locali. Una personalità insomma che ha capito al volo come si fa a tenere la scena gestendo fondi pubblici. A dare man forte all’assessore non va trascurato il brillante intervento del suo fedele braccio destro, il direttore di ripartizione cultura Antonio Lampis (grande appassionato di musica, già al fianco del ex assessore dc Cigolla), il quale avrebbe insinuato, innanzitutto che i proprietari dei muri dell’Eden sarebbe orientati alla vendita, ipotesi, a quanto pare, seccamente smentita; in secondo luogo affermando che il Filmclub “soddisfa anche gli spettatori italiani”. Tipico atteggiamento italico locale: liquidare cioè quanto ritenuto di scarsa valenza elettoralistica, affidandosi, con un bel gesto di “apertura culturale interetnica”, alla disponibilità altrui, cioè del mondo di lingua tedesca, con tutto il rispetto per il pur meritevole, ma decisamente più foraggiato Filmclub, anche se a sua volta vacillante. Ma forse un modo per “solleticare” l’assessore Tommasini ci sarebbe: suggerirgli l’abbinamento dell’insegna del “Cinema Eden”, col suo prezioso (visto il costo) logo: “Casa, scuola, cultura”, magari con l’aggiunta della voce “cinema. Noi ci proviamo, non si sa mai… |
| Marco | Io ci sono stato poche volte non abitando a bolzano, ma con la mia prima ragazza e ne conservo ancora un ricordo molto romantico.
Il mondo sta peggiorando, la globalizzazione porta ad un radicale appiattimento del pensiero, della cultura, del commercio, dell'arte, di tutto.. E la crisi economica attuale non permette ad un paese come l'italia di mettersi al riparo e salvare quello che più la rende unica: la diversità. |
| nico | E' una tristezza immensa veder chiudere un cinema, si perchè con esso si spegne una parte di storia, di tradizione...Un "pezzo di anima" della città.
Bolzano, una delle città più ricche d'Italia, che tanto si vanta della perfezione...Degli aiuti provinciali ecc...Guarda chiudere questo cinema storico nel più "ASSOLUTO SILENZIO", se ne sta con le mani in pasta per organizzare la festa degli alpini e lascia morire un pezzo della sua storia! Che vergogna! |
| Giorgio | E se la Provincia escogitasse qualche mezzo per far "vivere" ancora il cinema Eden? Per esempio coinvolgendo le scuole le quali potrebbero portare gli studenti a vedere film di alto valore culturale. Facciamocela venire qualche idea!!! |
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